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DL Sostegni, addio Reddito di Emergenza per alcune famiglie

E’ stato finalmente pubblicato in Gazzetta Ufficiale, lo scorso 25 maggio 2021, il nuovo decreto-legge Sostegni. La squadra capitanata dall’ex presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, ha messo in campo una misura da 40 miliardi di euro, distribuiti tra famiglie e imprese. Nel nuovo provvedimento del Consiglio dei ministri è stato riconfermato il Reddito di Emergenza per altre quattro mensilità, ma alcuni lavoratori sono stati esclusi. Scopriamo insieme in cosa consiste il nuovo REm e chi non lo percepirà con il nuovo DECRETO-LEGGE 25 maggio 2021, n. 73.

Reddito di Emergenza 

Il reddito di Emergenza è altresì conosciuto come REm. Si tratta di una misura di sostegno economico che è stata istituita dall’articolo 82 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34. Stiamo parlando del Decreto-Rilancio elaborato dal precedente Esecutivo Conte-bis.

Il Reddito di emergenza è stato ideato per sostenere i nuclei familiari che si sono trovati in difficoltà a causa dell’emergenza epidemiologica da Covid-19. Tantissime, infatti, sono le famiglie che sono state costrette in ginocchio dalla crisi economica conseguente l’arrivo del Coronavirus.

Il Reddito di Emergenza è stato poi reintrodotto e, dunque, prorogato per un altro mese con il decreto-legge 14 agosto 2020, n.104 e prorogato ulteriormente, con l’arrivo della seconda ondata di contagi di ottobre, per altre due mensilità: novembre e dicembre, con il decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137.

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Da dicembre a marzo il REm, è rimasto in stand-by, ma il nuovo esecutivo Draghi lo ha reintrodotto a marzo con il Decreto-Sostegni uno, per tre mensilità: marzo, aprile e maggio.

Requisiti per ottenere il reddito di Emergenza

I requisiti per richiedere il REm all’INPS, l’ente incaricato di erogare il sussidio, sono stati stabiliti dal decreto-legge 34/2020 all’articolo 82 e sono stati mantenuti per tutte le proroghe del Reddito di Emergenza.

Innanzitutto, il Reddito di emergenza è riconosciuto ai nuclei familiari che versano in una condizione di difficoltà economica dovuta alla crisi portata dall’emergenza epidemiologica. Queste famiglie dovranno avere la residenza in Italia verificata che fa riferimento al componente del nucleo che richiede il beneficio. 

La famiglia deve avere altresì un patrimonio mobiliare inferiore a 10.000 euro riferito all’anno precedente. Questa soglia è aumentata di ulteriori 5.000 euro persona nel nucleo familiare, fino a un massimo di 20.000 euro. Infine, l’indicatore della situazione economica equivalente, l’ISEE non deve essere superiore a 15.000 euro.

Ricordiamo che l’importo erogato da INPS per il Reddito di Emergenza va dai 400 euro agli 800 euro mensili, che possono arrivare anche a 840, qualora nel nucleo fossero presenti disabili gravi o persone non autosufficienti.

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I nuovi beneficiari del Reddito di Emergenza del decreto sostegni uno

Nel decreto sostegni uno, il primo decreto elaborato dalla squadra capeggiata dal Premier Mario Draghi il REm era stato rifinanziato per tre ulteriori mensilità: marzo, aprile e maggio. Ma non solo, poiché l’esecutivo aveva previsto un allargamento della platea dei beneficiari.

Ricordiamo, infatti, che il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Andrea Orlando, aveva anticipato l’allargamento della platea per il Reddito di Emergenza, durante un’intervista su RadioAnch’io:

“Si allargherà la base per il reddito di emergenza, si sta lavorando per allargare i requisiti della platea delle persone che vi potranno accedere perché purtroppo ci sono molti nuovi poveri. Questo è il lavoro che stiamo facendo. Vogliamo allargare la coperta per aiutare le persone che si sono trovate in difficoltà”.

Nel decreto sostegni uno, infatti il Reddito di Emergenza poteva essere erogato anche agli ex percettori di NASpI e DisColl purchè rispettassero determinati requisiti.

Il riconoscimento delle tre quote del Reddito di Emergenza era previsto per coloro che avevano cessato, tra il 1° luglio 2020 e il 28 febbraio 2021, NASpI e DisColl, e non avevano né un lavoro subordinato o un contratto di collaborazione, né una pensione diretta o indiretta. 

Questi soggetti, inoltre, non dovevano avere un indicatore della situazione economica equivalente, ISEE, superiore a 30 mila euro e non dovevano già usufruire delle indennità Covid erogate anch’esse dall’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale. 

Il nuovo REm

Anche nel nuovo Decreto sostegni bis è stato riconfermato il sostegno alle famiglie in crisi a causa del Covid. Per rifinanziare la misura che ha dato una grossa mano alle famiglie italiane in questo tempo di crisi, lo Stato ha impiegato 884,4 milioni di euro per l’anno 2021.

Vi saranno quattro ulteriori tranches di pagamenti per il bonus e saranno erogate dall’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale, INPS. Il reddito di Emergenza è stato, infatti, riconfermato per le mensilità di giugno, luglio, agosto e settembre 2021. 

Si pensa che queste saranno le ultime quattro tranches di pagamenti, poiché, nelle scorse settimane, il Premier Draghi si è mostrato molto speranzoso per le riaperture. L’ex capo della BCE, ha spiegato che, qualora la situazione pandemica continuasse a migliorare, anche grazie alla campagna vaccinale in atto nel nostro Paese, non ci sarà più bisogno di questa tipologia di decreti, per tutto il resto dell’anno. 

Secondo il Presidente del Consiglio dei ministri, infatti:

“Il miglior sostegno è la riapertura”.

L’esclusione di alcuni lavoratori

Nel REm contenuto nel nuovo decreto, il pacchetto di riforme da 40 miliardi che il presidente Draghi preferisce chiamare il nuovo pacchetto da 40 miliardi di euro “il decreto-legge per le imprese, il lavoro, i giovani, la sanità, il territorio”, gli ex percettori di NASpI e DisColl sono stati estromessi. 

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Il nuovo decreto targato Draghi, infatti, non ha citato il famoso comma 2 dell’Art. 12. Del ddl 22 marzo 2021, n.41 “Ulteriori disposizioni in materia di Reddito di emergenza”, in cui si parla proprio degli ex percettori di NASpI e DisColl.

Nel nuovo testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 25 maggio 2021 si parla solo del comma 1, ovvero i “normali percettori”. Possiamo così affermare che la platea dei beneficiari, che era stata allargata anche per volontà del Ministro Orlando, ora è stata nuovamente ristretta.

Come presentare la domanda per il Reddito di Emergenza

Per poter beneficiare delle nuove quattro rate di giugno, luglio, agosto e settembre 2021 del Reddito di Emergenza si dovrà presentare una nuova domanda all’INPS, l’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale. 

L’articolo 36 del DECRETO-LEGGE 25 maggio 2021, n. 73, infatti, afferma che:

“La domanda per le quote di Rem è presentata all’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) entro il 31 luglio 2021 tramite modello di domanda predisposto dal medesimo Istituto e presentato secondo le modalità stabilite dallo stesso.”

Pertanto, dovrà essere ancora una volta INPS a fornire il modello di domanda da presentare. Crediamo che le modalità di presentazione della domanda, invece, siano le stesse:

  • online, attraverso il servizio dedicato, autenticandosi con le proprie credenziali;
  • tramite i servizi offerti dai CAF e dai Patronati.

Esiti Reddito di Emergenza NASpI e DisColl Decreto Sostegni uno

Oltre il danno, la beffa! Non solo, infatti, gli ex percettori della NASpI e DisColl sono stati esclusi dalle altre quattro mensilità del Reddito di Cittadinanza, ma per questa categoria di cittadini INPS non ha ancora erogato gli esiti delle domande!

 Per questi soggetti, infatti, è stato lo stesso Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale, INPS ad annunciare il ritardo nelle elaborazioni degli esiti delle domande.

L’Istituto ha comunicato, attraverso il Comunicato Stampa del 19 maggio 2021, che le domande di Reddito di Emergenza, REm, presentate entro il 30 aprile 2021 dai nuclei familiari aventi al proprio interno ex percettori di Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego NASpI o Indennità di disoccupazione mensile DIS-COLL, saranno definite entro il 15 giugno 2021.

Stiamo parlando di un ritardo di oltre un mese e mezzo, ma nel medesimo comunicato leggiamo che:

“L’avviso di esclusione, inviato nei giorni scorsi dall’Inps tramite messaggio sms a tale categoria di richiedenti, è da intendersi riferito alla sola carenza dei requisiti di accesso alla prestazione previsti dall’art. 12, comma 1, del decreto-legge n. 41/2021. Pertanto, ciò non esclude il successivo accoglimento delle domande.”

I Nuovi Bonus del Decreto Sostegni bis

Oltre al Reddito di Emergenza è stata prorogata l’indennità una tantum covid di 2.400€, ma per quest’ultima è diminuito l’importo di 800€. La nuova indennità che sarà erogata agli stagionali e ai lavoratori del settore spettacolo, infatti, sarà di 1.600€. 

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Indubbiamente, questo drastico calo ha scatenato l’ira dei percettori dei bonus una tantum covid che, oltre ad aver ricevuto, in alcuni casi, l’erogazione dei pagamenti in ritardo ( o in altri non averla proprio ricevuta), si son visti diminuire l’importo di 800€!

Altre polemiche per i bonus dei lavoratori agricoli. Nel nuovo decreto sostegni sono state inserite delle indennità per i lavoratori del settore agricolo. Le indennità hanno un importo di 800€ e verranno concesse qualora abbiano effettuato almeno 50 giornate di attività nel 2020. 

Nell’art. 69 del decreto-legge sostegni bis, elaborato dalla squadra dell’ex presidente della BCE, la banca centrale Europea, Draghi, leggiamo:

“Agli operai agricoli a tempo determinato che, nel 2020, abbiano effettuato almeno 50 giornate effettive di attività di lavoro agricolo, è riconosciuta un’indennità una tantum pari a 800 euro.”

Stessa sorte per i pescatori autonomi, compresi i soci di cooperative, che esercitano professionalmente la pesca in acque marittime, interne e lagunari con un importo maggiorato di 150€, per un totale di 950€.

Per queste due indennità occorrerà fare domanda a INPS, l’istituto nazionale per la previdenza sociale, entro e non oltre il 30 giugno 2021, come da articolo 69 del DECRETO-LEGGE 25 maggio 2021, n. 73, commi 4 e 6.

Aspirante giornalista, classe 1995.
Laureata in Lettere Moderne all’Università degli Studi di Milano e specializzanda nel corso di Laurea in Scienze e Tecniche della Comunicazione all’Università degli Studi dell’Insubria. Sono una persona estremamente curiosa; amo osservare quel che accade intorno a me e trasformarlo in parole. Ho collaborato per un anno con la rivista sportiva Il Volley di Metropolitan”, e scrivo per il quotidiano online piemontese Moleventiquattro. Ora sono un nuovo membro del team dei “Redattori di Assalto” di Trend-Online.

Il mio motto è? “Il pigro è l’ostacolo a sé stesso”.

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